Quando il sogno entra nel piccolo schermo: il linguaggio onirico/fantastico delle serie TV

Negli ultimi decenni alcune serie TV anglofone hanno iniziato ad utilizzare sempre più spesso sogni, visioni, percezioni alterate e realtà instabili come parte del loro linguaggio narrativo. Non si tratta semplicemente di scene oniriche occasionali: in molte produzioni contemporanee la percezione della realtà diventa incerta, i personaggi attraversano livelli diversi di coscienza e il racconto assume strutture narrative non lineari.

Questo fenomeno viene talvolta percepito come una moda recente, ma osservando la storia della televisione emerge un percorso più lungo. La presenza dell’onirico nella serialità televisiva si sviluppa gradualmente attraverso diverse fasi, passando da esperimenti isolati a una vera e propria grammatica narrativa diffusa. Per chiarire questa evoluzione può essere utile ricostruire una breve timeline del fenomeno. In questo articolo il campo di osservazione è volutamente limitato alla televisione e alla serialità televisiva. Il cinema, che ha sviluppato un rapporto molto diverso con il linguaggio onirico e visionario, sarà oggetto di un’analisi separata.

Una delle prime anomalie nel linguaggio televisivo appare nel 1960 con The Strange World of Gurney Slade. La serie britannica rompe frequentemente la quarta parete e introduce monologhi interiori e situazioni surreali nella vita quotidiana del protagonista. Si tratta però di un caso isolato e non genera una vera scuola narrativa. Negli anni Sessanta e Settanta la televisione esplora soprattutto il fantastico e il paradossale attraverso le serie antologiche. Un esempio emblematico è The Twilight Zone, dove realtà alternative, sogni e dimensioni parallele vengono utilizzati per costruire racconti fantascientifici o morali. Anche in questo caso l’elemento visionario rimane confinato a un genere specifico e non diventa il linguaggio dominante delle serie narrative.

Il vero punto di svolta arriva nel 1990 con Twin Peaks, creata da David Lynch e Mark Frost. Qui il sogno smette di essere un semplice espediente narrativo e diventa parte integrante della struttura del racconto. Le visioni dell’agente Cooper, la Loggia Nera introducono nella televisione mainstream una forma di narrazione in cui la dimensione onirica non è separata dalla realtà ma la attraversa continuamente. Molti studiosi considerano questa serie uno dei momenti fondativi della televisione contemporanea anche dal punto di vista linguistico.

Negli anni Novanta l’influenza di questo modello si diffonde lentamente. Serie come The X-Files incorporano elementi di ambiguità percettiva e mistero metafisico all’interno di strutture narrative più tradizionali. Il linguaggio visionario resta comunque relativamente raro e non costituisce ancora una tendenza dominante. La situazione cambia progressivamente nel nuovo millennio, quando la serialità televisiva acquisisce maggiore libertà narrativa e produttiva. Un esempio significativo è Lost, dove sogni, flashback, flashforward e linee temporali differenti diventano strumenti strutturali della narrazione. Il pubblico si abitua progressivamente a racconti che richiedono un’interpretazione più attiva e consapevole.

X-files

La vera diffusione del linguaggio onirico nella serialità televisiva avviene soprattutto negli anni 2010, quando le piattaforme streaming favoriscono narrazioni più sperimentali e meno vincolate ai formati televisivi tradizionali. Nel 2015 Mr. Robot introduce una narrazione costruita attorno all’instabilità percettiva del protagonista e lo spettatore scopre progressivamente che ciò che vede non coincide sempre con la realtà narrativa. Nel 2017 la serie tedesca Dark utilizza una struttura temporale estremamente complessa, trasformando la percezione della realtà in un vero labirinto narrativo. Nello stesso periodo altre produzioni esplorano forme ancora più radicali di rappresentazione mentale: Legion costruisce la propria estetica sulla frammentazione della coscienza del protagonista, mentre The OA mescola esperienze di pre-morte, dimensioni parallele e narrazione mistica.

A questo punto l’uso di sogni, visioni e realtà instabili non rappresenta più un’eccezione. Diventa uno degli strumenti disponibili per raccontare storie in televisione. La timeline suggerisce quindi tre fasi principali nello sviluppo di questo linguaggio: una fase iniziale di esperimenti isolati tra gli anni Sessanta e Ottanta, una fase di svolta negli anni Novanta con l’introduzione di una grammatica narrativa più esplicitamente onirica, e infine una fase contemporanea in cui questo linguaggio diventa relativamente comune nella serialità globale.

Questo cambiamento non riguarda soltanto lo stile visivo delle serie, ma riflette anche una trasformazione culturale più ampia. Le narrazioni televisive sembrano sempre più interessate a rappresentare la mente come un sistema complesso, stratificato e talvolta instabile. In questo contesto sogni, visioni e percezioni alterate diventano strumenti narrativi per esplorare identità, memoria e coscienza.

In parallelo, negli ultimi anni è tornato visibile anche l’interesse scientifico per gli stati di coscienza non ordinari, con nuove ricerche e test clinici soprattutto su sostanze quali psilocibina e LSD in vari centri internazionali. Ovviamente è impossibile stabilire un rapporto sicuro e diretto tra queste ricerche e l’evoluzione di certe serie TV , ma la coincidenza temporale suggerisce almeno un clima culturale in cui il tema della coscienza e delle sue variazioni torna a essere oggetto di attenzione.

La televisione contemporanea sembra quindi aver integrato stabilmente nel proprio linguaggio ciò che un tempo appariva come un’anomalia narrativa: la possibilità che la realtà raccontata non sia completamente stabile e che la coscienza dei personaggi diventi parte del racconto stesso.

Dove vedere le serie citate: Twin Peaks è disponibile su Paramount+ e talvolta in cataloghi streaming dedicati alle serie cult; The X-Files e Lost sono disponibili su Disney+; Mr. Robot è disponibile su Amazon Prime Video; Dark e The OA sono disponibili su Netflix; Legion è disponibile su Disney+. Alcune serie sono reperibili anche su piattaforme gratuite quali Pluto TV  o YouTube, anche se la disponibilità può variare nel tempo e a seconda del Paese.

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