Ecco la newsletter di maggio 2026:
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INDICE
- Il cervello non si spegne mai?
- L’hype non giova alla terapia con ibogaina
- Nuovo sito web del Consciousness Research Lab di Trento
- Indagine accademica: Psychedelics & Leadership Study
- Psilocibina produce cambiamenti cerebrali evidenti e duraturi
- Exeter Psychedelic Interdisciplinary Centre
- DxE Lab: applicazioni cliniche del sogno lucido
- WNC Weekender a Pietramelara (Caserta)
- USA: problemi e limiti dei clinical trial psichedelici
- ChatGPT per l’interpretazione dei sogni?
- L’epoca del “Flower Power” in mostra a New York
Il cervello non si spegne mai?
L’anestesia generale viene considerata una condizione di sospensione completa della coscienza, una sorta di interruttore biologico in cui l’esperienza si interrompe e il soggetto “non c’è”. Supposizione messa in crisi da uno studio studio curato dal team di Sameer Sheth presso il Baylor College of Medicine (Houston, Texas): in pazienti sottoposti a interventi neurochirurgici, il cervello continua a elaborare informazioni anche durante anestesia generale profonda. Ne emerge che alcune funzioni di elaborazione strutturata possono persistere anche quando non è presente l’esperienza cosciente riferita. Ciò suggerisce che anche sotto anestesia questa capacità inferenziale non si interrompa completamente: il sistema nervoso continua a rilevare regolarità, a distinguere anomalie e a mantenere una forma di anticipazione strutturata. Pur ribadendo la necessità di ulteriori indagini, il Dr. Sheth conclude: «La nostra indagine ci spinge a ripensare cosa significhi essere coscienti. Dietro le quinte, il cervello sta sempre facendo molto più di quanto riusciamo a comprendere».
L’hype non giova alla terapia con ibogaina
Secondo Lisa Jarvis, opinionista della testata Bloomberg, [negli Stati Uniti] l’hype intorno all’ibogaina va ben oltre quanto se ne sappia effettivamente a livello scientifico. Nonostante i brillanti aneddoti condivisi soprattutto dai reduci di guerra, inclusi quelli presenti all’evento tenuto il mese scorso alla Casa Bianca in cui Trump ha avviato una “corsia preferenziale” per l’uso e la ricerca di alcuni psichedelici terapeutici, gli studi seri effettuati finora sono pochi e limitati. Ad esempio, la stracitata indagine condotta nel 2024 alla Stanford University includeva appena 30 reduci di guerra. Né vanno minimizzati rischi potenzialmente pericolosi, inclusi eventi cardiaci fatali. Per non parlare della lunga esperienza psichedelica (fino a 24 ore ininterrotte) che i soggetti si trovano ad affrontare. In separata sede, “collettivo di professionisti, ricercatori, clinici e specialisti dell’integrazione con esperienza diretta e a lungo termine nel lavoro con iboga e ibogaina in diversi contesti” ha diffuso una lettera aperta per invitare quanti operano negli Stati Uniti a garantire maggiore consapevolezza, sicurezza e legittimità nella terapia, facendo tesoro della conoscenza accumulata dalle comunità del Gabon, dove l’uso dell’iboga è documentato fin dal XIX secolo per uso spirituale e cerimoniale. Non a caso, secondo Jarvis, diversamente da sostanze ampiamente studiate come la psilocibina, a livello scientifico l’ibogaina rimane tuttora una sorta di mistero. E conclude: «Per chi soffre di profonde malattie mentali urgono opzioni migliori. Ma costoro meritano anche trattamenti sicuri e veramente efficaci. Arrivarci richiede un processo attento che purtroppo non prevede scorciatoie — anche se i politici vorrebbero che così fosse».
Nuovo sito web del Consciousness Research Lab di Trento
È attivo il nuovo sito web (in inglese) del Consciousness, Creativity and Cognitive Control Research (CCCR) Lab, diretto da Nicola De Pisapia, presso il Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. La ricerca spazia tra coscienza ordinaria e alterata, pratiche contemplative, creatività, controllo esecutivo, realtà virtuale, intelligenza artificiale e archeologia cognitiva dei primi mondi simbolici. Con l’obiettivo di fondo di affrontare una domanda-base: come viene costruita e trasformata la realtà conscia? Assai ricco di materiali e informazioni a tutto campo, incluso un esteso archivio, organizzato per temi, che raccoglie articoli e interviste sulle ricerche variamente legate al legate al CCCR. Utile la sezione dedicata ai saggi in libero accesso sia in italiano sia in inglese, con titoli quali Contagio d’ansia, Sogno lucido, Ipnosi e meditazione.
Indagine Accademica: Psychedelics & Leadership Study
Il Center for Psychedelics and Spirituality della Emory University (Atlanta, Georgia), in collaborazione con la Robert H. Smith School of Business della University of Maryland, ha avviato la prima ricerca scientifica su larga scala dedicata all’intersezione tra leadership professionale ed esperienze psichedeliche. Lo studio intende colmare il divario tra la ricerca clinica e l’uso di queste sostanze nel mondo reale. L’obiettivo è quello di analizzare il modo in cui tali esperienze influenzino: la cultura organizzativa (cambiamenti nei rapporti gerarchici e nel benessere del gruppo); il processo decisionale (impatto sulle strategie aziendali e sulla visione a lungo termine); l’etica professionale (nuove prospettive sulla responsabilità sociale e il potere). Mirato particolarmente a imprenditori, dirigenti, manager e leader di qualsiasi settore, il sondaggio anonimo richiede circa 15 minuti. La partecipazione è aperta a “chi ha avuto esperienze psichedeliche, oltre a chi ne è soltanto curioso oppure ne è dichiaratamente contrario o scettico”.
Psilocibina produce cambiamenti cerebrali evidenti e duraturi
Una ricerca congiunta della University of California a San Francisco e dell’Imperial College londinese riporta che una singola dose di psilocibina può causare cambiamenti cerebrali che durano fino a un mese dopo l’assunzione. Oltre a indurre cambiamenti significativi nella struttura e nella funzione del cervello, i risultati chiave riguardano l’incremento dell’attività neurale, portando a una gamma di funzioni cerebrali più ricca e diversificata, e una maggiore connettività tra diverse regioni cerebrali, facilitando la flessibilità cognitiva e l’elaborazione emotiva. Nella prima fase dello studio, i partecipanti hanno ricevuto 1 milligrammo di psilocibina, considerato come placebo, mentre veniva monitorata l’attività cerebrale tramite elettroencefalografia (EEG). Un mese dopo, assumendo la dose relativamente elevata di 25 milligrammi, le scansioni EEG hanno mostrato un’entropia cerebrale assai più elevata, suggerendo che il cervello avesse elaborato una gamma più ampia di informazioni proprio grazie alla psilocibina. I ricercatori hanno utilizzato diversi metodi di imaging e monitoraggio cerebrale prima, durante e un mese dopo l’esperienza psichedelica. Da notare il campione ridotto di 28 volontari, privi di esperienze psichedeliche e nessuno dei quali era mai stato diagnosticato con problemi di salute mentale.
Exeter Psychedelic Interdisciplinary Centre
Parte nel Regno Unito una iniziativa di studio con taglio interdisciplinare: Exeter Psychedelic Interdisciplinary Centre (EPIC). L’obiettivo, non da poco, è quello di costruire un “polo accademico di livello mondiale per la ricerca, l’educazione e la comunità sugli psichedelici”. Il programma prevede di orientarsi verso la dinamica sociale, il rinnovamento culturale, la consapevolezza ecologica e nuove forme di sviluppo collettivo. Puntando a integrare i risultati di progetti di vario tipo, tra le specifiche aree di ricerca troviamo: Mente e Metafisica: studio dell’impatto degli psichedelici sull’esperienza cosciente e delle nostre convinzioni sulla coscienza e la percezione, con relativi agganci alle volta informando teorie della filosofia della mente e della metafisica; Cultura e Contesto: svelare il ruolo degli psichedelici in diversi contesti culturali e storici, inclusi usi tradizionali e indigeni; Agenti di Cambiamento: determinare la capacità degli psichedelici di produrre cambiamenti nella coscienza e di evocare cambiamenti nei comportamenti e sistemi politici, sociali ed ecologici, sia positivi che negativi. Localizzato nell’omonima università, il team operativo comprende, fra gli altri, lo studioso Andy Letcher (autore di Shroom. A Cultural History of the Magic Mushroom, 2006) e il filosofo Peter Sjöstedt-Hughes (autore di numerose pubblicazioni, tra cui Modes of Sentience, 2021).
DxE Lab: applicazioni cliniche del sogno lucido
Dopo aver sperimentato fin da adolescente frequenti episodi di sogno lucido e di paralisi ipnagogica, Michelle Carr si è dedicato allo studio del rapporto tra sogni e coscienza, sonno e salute. Ora dirige il Dream Engineering Lab (DxE Lab) presso il Center for Advanced Research in Sleep Medicine dell’Università di Montreal, in Canada. Dove sono in corso vari progetti, da indagini sul sogno lucido e sulle fonti di memoria dei sogni a una partnership con un team di studi cinematografici che esplora l’incubazione mirata dei sogni—una tecnica in cui ai soggetti viene mostrato un film poco prima di addormentarsi per poi ascoltarne clip della colonna sonora in diversi stadi di sonno. Secondo Carr, studiare il sonno—e i sogni che lo animano—diventa vitale per comprendere dinamiche e problemi della nostra salute fisica e mentale: «Esistono schemi specifici riguardo al modo in cui i sogni cambiano in diverse condizioni di salute. Sono informazioni utili per il trattamento di disturbi quali dipendenza, dolore cronico, PTSD, psicosi». Il DxE Lab ha anche messo a punto un metodo per indurre sogni lucidi con addestramento pre-sonno e stimolazione sensoriale, dimostrandone i benefici sull’umore da svegli. Le ricerche attuali esplorano metodi per indurre sogni lucidi, esaminarne i correlati neurali e aumentare il controllo dei sogni: passaggi essenziali verso potenziali applicazioni cliniche del sogno lucido, in particolare per il trattamento degli incubi.
WNC Weekender a Pietramelara (Caserta)
Tre giorni densi di musica, esperienze collettive e condivisione, dal 12 al 14 giugno al Castello di Riardo, Pietramelara (CE). “Non è un festival: è un’esperienza per ritornare all’essenza, riconnettersi alla terra, riscoprire le origini, accogliere la storia dei luoghi sacri che ci ospitano.” Tra i vari appuntamenti, da segnalare (sabato 13 giugno) un talk del collettivo Calliphora e (domenica 14 giugno sera) un rituale cybersciamanico guidato da ☿, figura enigmatica della controcultura elettronica contemporanea e fondatore del progetto denshi_no_kokoro, la cui ricerca si muove tra antropologia del sacro, media theory, rave culture e misticismo tecnologico, con particolare attenzione al rapporto tra esperienza estatica e sistemi mediali contemporanei.
USA: problemi e limiti dei clinical trial psichedelici
Il possibile scenario delle terapie psichedeliche è ben più complesso di quanto si creda, ancor più alla luce della recente accelerazione avviata dall’amministrazione Trump. Lo confermano alcuni terapeuti coinvolti negli studi in corso, ponendosi una domanda più che legittima: forse queste sostanze vengono spinte per ottenere il beneplacito della FDA in modo da mettere a rischio la sicurezza del paziente, sia durante gli studi che potenzialmente dopo l’approvazione? Si tratta di terapeuti esperti ed appassionati, da tempo impegnati per rendere legale la medicina psichedelica. Ma alcuni di loro sono preoccupati sul modo in cui questo sogno sta diventando realtà – tramite aziende biotech che non fanno parte della cultura psichedelica, guidate da dirigenti senza esperienza nel settore e con scarsa comprensione dei rischi coinvolti. Ecstatic Integration propone una serie di interviste anonime che mettono in luce critiche e problemi di studi specifici e dell’intero quadro dei clinical trial negli Stati Uniti. Proprio rispetto a questi ultimi, spiega uno di loro: «Non si tratta di problemi isolati, bensì di un sistema che si muove più velocemente di quanto l’infrastruttura di sicurezza possa sostenere. Vengono accettate persone vulnerabili con preparazione inadeguata, sottoposte a requisiti di protocollo di rilevanza medica senza un adeguato supporto clinico e lasciate senza ricorsi significativi quando le cose vanno male. Le strutture di formazione e supervisione esistono in gran parte solo sulla carta. Il processo del consenso informato viene trattato come una formalità. E a fronte di tutto questo c’è una narrativa pubblica dominata dalla speranza e dall’hype, senza alcuni spazio per i terapeuti per esprimere simili preoccupazioni».
ChatGPT per l’interpretazione dei sogni?
Secondo uno studio condotto presso dell’Università di Swansea (Galles, Regno Unito) l’IA può fornire interpretazioni oniriche valutate dai partecipanti come “moderatamente accurate e utili per l’interpretazione personale”. I volontari hanno risposto alle domande presenti nel questionario standard, noto come Gains from Dream Interpretation (GDI), e i risultati stati poi messi a confronto con le risposte dei partecipanti a studi precedenti sull’interpretazione dei sogni in terapia dal vivo e in gruppi. Nel complesso ChatGPT ha registrato valutazioni medie (alla domanda “Il mio sogno è stato esplorato a fondo dall’interpretazione di ChatGPT”) pari a 7,90 punti su una scala 1-9, confermandone il processo piuttosto approfondito – pur avendo ottenuto valori bassi nella sottoscala “esplorazione-intuizione”. Gli stessi ricercatori ammettono che trattasi di uno studio con input/output minimalisti, ma è una delle prime prove a conferma della capacità di sviluppare strumenti IA calibrati in maniera più accurata per interpretare i sogni. Prima di tutto, però, ne vanno chiariti lacune e limitazioni, usando prudenza sia nell’interpretazione sia nei suoi effetti pratici e psicologici. Anziché sostituire terapeuti o gruppi, simili strumenti basati sulla IA possono potenziare l’introspezione di questi ultimi, integrarli con nuove risorse e indirizzarli verso direzioni più profonde che, in definitiva, solo gli esseri umani possono effettivamente perseguire.
L’epoca del “Flower Power” in mostra a New York
Richiamando immagini e icone della controcultura hippie, è in corso al Giardino Botanico di New York la mostra intitolata “Flower Power“. Le varie produzioni artistiche fondono l’estetica dei movimenti pacifisti e di liberazione degli anni ’60 con l’arte contemporanea, ponendo il fiore come simbolo di non violenza e unità. Come spiega la direttrice, Michaela Wright: «Ognuno associa quel periodo a immagini e situazioni specifiche, noi volevamo immergerci in un contesto fatto di bellezza, gioia e ottimismo”. Fra le varie opere d’arte ed effimeri dell’epoca figurano “Flowers” (1964) di Andy Warhol, una copia del libro di Betty Friedan The Feminine Mystique (1963), una foto di Martin Luther King Jr. che indossa un lei [tipico vestito hawaiiano] durante la storica marcia da Selma a Montgomery, Alabama (1965). Non potevano mancare uno schoolbus e un pulmino Volkswagen in sgargianti graffiti e colori psichedelici. Oltre a un’installazione di William Hochweber che brilla vivacemente sotto il sole splendente: un grande baldacchino improvvisato con vortici psichedelici aerografati e tessuti che cambieranno con le stagioni, dai colori arcobaleno in estate ai toni terrosi in autunno.

