MindNews Settembre 2026

Reading Time: 6 minutesLa newsletter di settembre 2026 raccoglie notizie su arte psichedelica, realtà virtuale, sogni lucidi e ricerca sulla coscienza. Include aggiornamenti su psilocibina, THC, ayahuasca e prospettive delle terapie, con PDF integrale e iscrizione.

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Questa la nostra newsletter di settembre 2026:

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INDICE

  • Arte psichedelica: addio a Peter Max
  • VR come tecnologia per “allenare” stati di coscienza?
  • Gli psichedelici allineano l’attività cerebrale al contesto
  • The Science of Consciousness Conference
  • Alte dosi di THC hanno effetti simili a quelli degli psichedelici
  • Trattamento profilattico con la psilocibina per la chemioterapia
  • dose.wiki: database open access per la psicofarmacologia
  • Brasile: revisione delle normative sull’ayahuasca
  • USA: audizione FDA sul futuro della terapia psichedelica

Arte psichedelica: addio a Peter Max

È scomparso all’età di 88 anni l’artista statunitense Peter Max, autore tra l’altro della copertina dell’album Yellow Submarine dei Beatles (1969). Nato a Berlino nel 1937 e costretto a fuggire dal nazismo, negli anni Sessanta Peter Max divenne celebre per le sue composizioni dai colori vivaci e ispirate alla psichedelia. I suoi poster con i murali floreali, le rappresentazioni del cosmo e le figure riprese dai cartoni animati – sempre in colori vividi come turchese, arancione e verde neon – conquistarono le pareti delle stanze dei dormitori universitari e delle camerette dei più giovani, mentre arredi domestici come orologi e copriletti ne sfoggiavano i disegni. In seguito creò il primo logo dell’emittente musicale MTV negli anni ’80 e fu scelto come artista ufficiale dei Mondiali di calcio del 1994 negli Stati Uniti, oltre che delle Olimpiadi, del Super Bowl e di altri importanti eventi sportivi. Il suo successo resta legato alla capacità di esemplificare e impersonare al meglio il movimento del “flower power” di fine anni Sessanta.

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VR come tecnologia per “allenare” stati di coscienza?

Il sogno lucido rappresenta un’importante finestra sulla metacognizione, sul monitoraggio della realtà e sui confini tra esperienza generata internamente ed esperienza vincolata dal mondo esterno. Ma è forse possibile “allenare” questa capacità? Domanda al centro di uno studio curato dal team di Nicola De Pisapia, docente di neuroscienze cognitive presso l’Università di Trento: è stata utilizzata la Realtà Virtuale per allenare la mente, durante la veglia, a riconoscere che la realtà che sta vivendo potrebbe non essere ciò che sembra. 38 volontari con poca esperienza precedente di sogno lucido hanno seguito un programma di cinque settimane. Oltre a tenere un diario dei sogni e a eseguire dei reality checks, un gruppo ha partecipato a otto sessioni con LucidDreamingVR, sistema sviluppato dal Centro Studi dell’Unione Buddhista Italiana (UBI), traendo ispirazione da principi e pratiche dello Yoga tibetano del sogno. I risultati hanno mostrato che i partecipanti sottoposti allo specifico training con tale sistema hanno riportato 26 sogni di tipo lucido, rispetto agli 11 del gruppo con training standard e ai 4 del gruppo di controllo VR. Inoltre, almeno un sogno di tipo lucido è stato riportato dall’84,6% dei partecipanti del gruppo VR sperimentale. Ciò sembra confermare tale tecnologia come potenzialmente utile per “allenare” stati di coscienza, permettendo a strategie cognitive apprese durante la veglia di trasferirsi a stati radicalmente differenti, come il sogno.

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Gli psichedelici allineano l’attività cerebrale al contesto

Le sostanze psichedeliche non si limitano a “disordinare” il cervello, bensì producono un’organizzazione nascosta e contestuale sotto il caos apparente, e ciò appare più marcato nei soggetti che riportano esperienze positive e profonde. Questa l’ipotesi emersa in uno studio curato presso la Monash University (Melbourne, Australia) che ha esaminato 62 adulti senza alcuna esperienza psichedelica precedente, utilizzando fMRI (risonanza magnetica funzionale) ed elettroencefalogramma durante il riposo, la meditazione, l’ascolto di musica e la visione di un film — prima e durante l’assunzione di psilocibina. L’apprendimento automatico ha mostrato che la sostanza spingeva a collaborare reti cerebrali segregate, creando schemi di attività strettamente allineati con l’ambiente e il contesto, specialmente in coloro che riportano l’autodissoluzione più forte. I ricercatori descrivono questo stato come ‘embeddedness‘, chiarendo così il motivo dell’importanza di set e setting nelle esperienze psichedeliche, con i partecipanti che acquisiscono sensi duraturi di significato, connessione con la natura e accettazione della morte. L’apparente disordine viene così rielaborato come organizzazione latente allineata al contesto, collegando la neurobiologia all’esperienza soggettiva e al cambiamento comportamentale.
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The Science of Consciousness Conference

«Per tre decenni, quest’evento ha riunito i pensatori più audaci del mondo per affrontare le domande più difficili sulla natura della mente, dell’esperienza e della realtà»: questo l’incipit della The Science of Consciousness Conference (TSC2026) in programma quest’anno a San Diego (California) dall’11 al 16 ottobre. Trattasi di un forum internazionale dedicato alla ricerca interdisciplinare sulla natura e i meccanismi dell’esperienza cosciente e dell’agenzia causale. Raccoglie neuroscienziati, clinici, filosofi, fisici, ricercatori computazionali e studiosi di campi correlati, l’incontro favorisce uno scambio scientifico rigoroso tra ambiti teorici ed empirici, al crocevia di neuroscienze, filosofia, fisica e tecnologia. Tra le 14 sessioni plenarie previste, troviamo: Origini della vita e coscienza: cosa viene prima?, Coscienza non-umana, Psichedelici e coscienza, La AI è cosciente?. Non mancano attività ed eventi informali quali meditazioni mattutine, musica e fuochi sulla spiaggia, poetry slam e installazioni artistiche.
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Trattamento profilattico con la psilocibina per la chemioterapia

La neuropatia periferica indotta dalla chemioterapia (CIPN), uno degli effetti collaterali più debilitanti di alcune terapie antitumorali, è una condizione dolorosa per la quale non esiste una cura nota ed è quindi una delle principali cause di interruzione del trattamento. Uno studio (sui topi) condotto presso l’Università del Texas rivela che il trattamento profilattico con la psilocibina può prevenire lo sviluppo di CIPN in modelli murini. Dal punto di vista meccanicistico, la psilocibina ha agito sia a livello periferico che centrale attraverso due meccanismi indipendenti: riducendo la percezione del dolore e proteggendo i neuroni sensoriali periferici. Si tratta di una prima ipotesi sulle potenzialità degli psichedelici per offrire un approccio terapeutico efficace per la prevenzione della CIPN, senza compromettere gli effetti antitumorali della chemioterapia stessa. Ulteriori esperimenti condotti su cellule nervose prelevate da 29 persone sottoposte a intervento chirurgico sembrano confermare l’analogo effetto della psilocibina sui mitocondri umani.

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dose.wiki: database open access per la psicofarmacologia

Si tratta di un nuovo database enciclopedico open access mirato a vari ambiti e aspetti della psicofarmacologia. Ancora in fase beta, la piattaforma sintetizza conoscenze fattuali sulle sostanze psicoattive riprese da decine di fonti di riduzione del danno e da altri riferimenti pubblici, con l’obiettivo di stabilire uno standard aperto per i dataset di psicofarmacologia, a sostegno della ricerca e dell’informazione generale. Al momento sono presenti 267 articoli sulle varie sostanze (dose, durata, effetti, interazioni, chimica e legalità per Paese); 233 articoli sugli effetti soggettivi; 6.642 repliche di immagini, video e audio; 272 trip reports. L’iniziativa parte da Josie Kins, già animatrice nel 2013 di PsychonauthWiki e ricercatrice indipendente sugli psichedelici nonché parte di Mindstate Design Labs. dose.wiki offre contenuti di pubblico dominio e opera in collaborazione con altri progetti e community di base, tra cui Erowid, Consciousness Library, TripSit.

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Brasile: revisione delle normative sull’ayahuasca

Proseguono in Brasile i lavori congiunti per stabilire nuove normative nazionali sul tema, la cui conclusione è prevista entro fine anno. La Procura Federale brasiliana (MPF) ha raccomandato al Consiglio Nazionale per le Politiche sulle Droghe (Conad) e all’Agenzia Nazionale per la Sorveglianza Sanitaria (Anvisa) l’adozione di misure atte a rivedere e migliorare il trattamento legale e normativo dell’ayahuasca nel Paese, in particolare per quanto riguarda i suoi usi religiosi, spirituali e terapeutici. Ricordando che l’attuale normativa consente solo delle eccezioni per l’uso di piante contenenti sostanze proibite con finalità rituali-religiose, l’MPF ha raccomandato al Conad di istituire un gruppo di lavoro con un mandato biennale, incaricato di raccogliere informazioni e consultare le parti e le organizzazioni interessate, nello specifico le comunità indigene e i gruppi religiosi che utilizzano l’ayahuasca. L’obiettivo è quello di sistematizzare studi e normative, fino a redigere un rapporto tecnico per orientare le decisioni dell’Anvisa e definire parametri oggettivi per la produzione, la circolazione e l’uso dell’ayahuasca. Le raccomandazioni pongono inoltre la partecipazione dei popoli indigeni al centro del processo normativo, mentre sempre l’MPF segnala che è in corso da oltre 15 anni, presso l’Istituto Nazionale del Patrimonio Storico e Artistico (Iphan), un iter volto a riconoscere gli usi rituali dell’ayahuasca come patrimonio culturale immateriale del Brasile.

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USA: audizione FDA sul futuro della terapia psichedelica

Il 14 settembre, nel campus della FDA (Food & Drug Administration) in Maryland, circa trecento persone – amministratori federali e pazienti, addetti clinici e ricercatori, imprenditori e investitori – hanno preso parte all’audizione pubblica di quattro ore riguardante il potenziale impiego terapeutico degli psichedelici. La diretta streaming è stata seguita da un altro migliaio di persone. I rappresentanti della FDA hanno ascoltato quasi 80 commenti in presenza e virtuali in due ondate: una centrata sulla formazione dei fornitori, la certificazione e la sicurezza del paziente; e un’altra relativa all’accesso e alle migliori pratiche per la raccolta e la standardizzazione dei dati. Una domanda chiave è stata: «Come verranno somministrate in pratica queste sostanze nel mondo reale? E a quali costi?». Parecchi interventi hanno sollevato la questione degli “eventi avversi” e sottolineato la necessità di stringenti regolamentazioni come importante contrappeso all’accesso. Gli attivisti di Psymposia lo hanno definito un “industry trade show”. Fino al 5 ottobre sarà possibile inviare ulteriori commenti scritti alla FDA, a cui poi spetterà il processo di valutazione e approvazione: molti addetti ritengono imminente il semaforo verde per qualche tipo di terapia psichedelica.

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