Alcol, rumore, caldo, sessualità e sostanze: dentro uno dei maggiori festival europei, un sistema di interventi che incontra i rischi dove esistono già.
Sabato scorso ero al Kappa FuturFestival. Non per ballare, ma come volontario di Neutravel, all’interno del sistema di riduzione del danno presente al festival. Chi non ha mai visto da vicino un servizio di questo tipo tende a immaginarlo come poco più di un banchetto con qualche volantino e una distribuzione di preservativi. Dietro quei banchetti esiste invece una rete organizzata di operatori, volontari, materiali, strumenti di analisi, attività di counseling e procedure di intervento.
Quest’anno la copertura era garantita da due presidi, collocati in zone differenti dell’ampio spazio dell’evento: Neutravel e il PIN (Progetto Itinerante Notturno), servizio dell’ASL Città di Torino attivo dal 2009 nell’ambito degli interventi di prossimità e bassa soglia. Con «bassa soglia» si indicano servizi pensati per essere facilmente accessibili, senza procedure complesse, requisiti particolari o la necessità di intraprendere un percorso terapeutico. Cercano di raggiungere le persone nei luoghi in cui si trovano e nel momento in cui emerge un bisogno, senza porre il cambiamento del comportamento come condizione preliminare per ricevere informazioni, ascolto o supporto.
Nei contesti della vita notturna e dei grandi eventi questo significa portare l’intervento direttamente nei luoghi in cui i rischi possono manifestarsi.
Il Kappa FuturFestival, del resto, non è un evento qualsiasi. L’edizione 2026 ha registrato centoventicinquemila presenze provenienti da centocinquantadue paesi, confermandosi tra i maggiori festival internazionali di musica elettronica. Di fronte a numeri di questa scala, la riduzione del danno non può essere considerata un’attività marginale. È parte del sistema complessivo di tutela della salute all’interno dell’evento. I rischi sui quali interviene sono diversi: il consumo di alcol, l’esposizione prolungata a livelli sonori elevati, il caldo e la disidratazione, la sessualità e il consumo di sostanze psicoattive. Intercettare precocemente una situazione problematica, fornire un’informazione o uno strumento utile, dedicare tempo a un colloquio può evitare che una criticità si aggravi e richieda successivamente un intervento sanitario.

I presidi di riduzione del danno non sostituiscono l’assistenza garantita dai medici, dai soccorritori e dalle strutture sanitarie presenti al festival. Operano su un piano diverso e complementare: possono prevenire alcune criticità, riconoscere quelle che richiedono maggiore attenzione e indirizzare le persone verso l’assistenza sanitaria quando necessario, contribuendo potenzialmente a ridurre la pressione sui servizi chiamati a gestire i casi più complessi.
Per quanto mi riguarda svolgo questo servizio da diversi anni e posso parlare soprattutto dell’attività di Neutravel. I due presidi presenti al festival condividevano comunque una parte importante delle attività di informazione, prevenzione e contatto con il pubblico. Il PIN opera abitualmente attraverso un’unità mobile nei luoghi della vita notturna torinese e durante i grandi eventi. Neutravel svolge attività in larga parte analoghe e offre inoltre un servizio di drug checking.
Ai banchetti arrivano persone per ragioni molto diverse. C’è chi vuole misurare il proprio tasso alcolemico, chi cerca informazioni, chi ha bisogno di tappi per proteggere l’udito, chi chiede dove trovare una fontanella per bere e rinfrescarsi, chi prende un preservativo o una soluzione fisiologica sterile, chi vuole semplicemente parlare con qualcuno.
Ogni incontro può durare pochi secondi oppure trasformarsi in un colloquio più articolato. I servizi registrano i contatti con il pubblico, i counseling effettuati, gli alcol test e i materiali distribuiti. Gli strumenti messi a disposizione rispondono a rischi concreti. I tappi per le orecchie limitano l’esposizione prolungata a livelli sonori elevati. I preservativi intervengono sul fronte della prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. Le caramelle possono essere utili per chi sperimenta tensione mandibolare e bruxismo associati all’assunzione di alcune sostanze stimolanti. Le soluzioni fisiologiche sterili vengono messe a disposizione di chi assume sostanze per via nasale, nell’ambito di pratiche finalizzate a contenere i danni alle mucose. Anche l’alcol test non si esaurisce nella misurazione del tasso alcolemico. Può diventare l’occasione per un colloquio sulla condizione della persona, sui rischi e sui comportamenti successivi.
Tra i servizi presenti c’è anche il drug checking, al quale vale la pena dedicare qualche parola in più non perché rappresenti il centro dell’intervento, ma perché il suo funzionamento è meno conosciuto. Chiunque può consegnare in forma anonima una quantità minima della sostanza che intende far analizzare: pochi cristalli, un frammento di pasta o un singolo blotter di carta assorbente. Il campione viene analizzato attraverso gli strumenti e le procedure disponibili, che possono comprendere spettrometria FTIR, Raman o reagenti colorimetrici a seconda dei casi. Il risultato viene poi restituito alla persona all’interno di un colloquio di counseling. L’analisi non serve soltanto a identificare il contenuto del campione. Crea un’occasione di contatto con una persona che ha già deciso di consumare, o sta valutando di farlo, e permette di parlare di composizione, possibili adulterazioni, dosaggi, interazioni e comportamenti che possono aumentare o ridurre il rischio.

Quando emergono criticità rilevanti e ricorrenti, il servizio può inoltre diffondere un’allerta pubblica nei punti di maggiore passaggio dell’evento, dopo un confronto con l’organizzazione e il presidio medico. I dati definitivi dell’intervento di Neutravel durante questa edizione restituiranno una misura più completa del lavoro svolto. Il servizio registra infatti i contatti con il pubblico, i counseling, gli alcol test, i materiali distribuiti e i campioni analizzati.
Al momento della pubblicazione di questo articolo, i dati disponibili parlano per Neutravel di oltre sessanta tra operatori e volontari coinvolti, organizzati su turni distribuiti lungo i tre giorni del festival, e di più di settecentocinquanta campioni analizzati.
Ma la logica della riduzione del danno si comprende forse meglio osservando una situazione molto più semplice. Dopo ore trascorse sotto il sole, ballando e camminando, una persona può arrivare al presidio affaticata o disidratata. Chi si trova dall’altra parte del banchetto non è lì per spiegarle che avrebbe dovuto comportarsi diversamente. Cerca di capire la situazione, fornisce le indicazioni utili, segnala dove trovare una fontanella e, se necessario, la indirizza verso l’assistenza sanitaria.
Lo stesso principio vale per l’alcol, il rumore, la sessualità e le sostanze psicoattive. La riduzione del danno non crea i comportamenti sui quali interviene e non parte da quelli che le persone avrebbero dovuto tenere. Interviene sui rischi che esistono già e sulle situazioni concrete nelle quali le persone si trovano.
È forse questa la cosa più importante che ho visto dietro le quinte del Kappa FuturFestival. Prima viene la realtà. Poi si prova a ridurne il danno.
Direzione editoriale e responsabilità scientifico-editoriale: Alessandro Novazio. Supporto redazionale: strumenti di intelligenza artificiale generativa, utilizzati sotto supervisione umana.
