MindNews Luglio 2026

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Ecco la newsletter di luglio 2026:

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INDICE

  • Il consolidamento dell’industria biotech-psichedelica
  • Psychedelics. Art, Culture, Science: mostra a Toronto
  • Un’antica regione cerebrale è responsabile dell’attenzione?
  • Pianta alternativa e decreto normativo a tutela dell’iboga
  • Studio italiano sul legame tra sogni, personalità ed esperienze
  • USA: servizi legali e ingiunzioni FDA per la ketamina off-label
  • Problemi per la terapia psilocibinica in Nuova Zelanda

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Il consolidamento dell’industria biotech-psichedelica 

Eli Lilly, maggior colosso farmaceutico mondiale e produttore del noto antidepressivo Prozac, ha confermato l’acquisizione dell’azienda di bio-tecnologie AtaiBeckley, che ha avviato la Fase 3 del test clinico per la formula proprietaria del 5-MeO-DMT intranasale (BPL-003) per la depressione resistente – i cui risultati sono previsti per il 2029. I termini dell’accordo prevedono un valore azionario di circa 2,8 miliardi di dollari in contanti, con la possibilità di un ulteriore miliardo di dollari dilazionati fino all’approvazione finale del preparato da parte della FDA statunitense. AtaiBeckley è in diretta competizione con GH Research per una formulazione per via inalatoria per la stessa patologia e sta altresì sviluppando altri composti psichedelichi per il trattamento dei disturbi mentali, tra cui uno correlato all’MDMA. Invece Compass è perfino  più vicina a lanciare sul mercato il suo maggior prodotto (COMP360, psilocibina sintetica per la depressione resistente), prevedendo di completare la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio nel quarto trimestre di quest’anno.

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Psychedelics. Art, Culture, Science: mostra a Toronto

Al Royal Ontario Museum di Toronto (Canada) è in corso fino al 6 dicembre una mostra intitolata Psychedelics: Art. Culture. SciencePianificato nel corso di cinque anni con il contributo di 36 consulenti, l’evento non manca di fornire chiari avvertimenti sul fatto che trattasi di sostanze illegali e che non s’intende raccomandarne l’uso. Il focus è mirato a dare spazio agli aspetti culturali e creativi variamente ispirati e/o legati alla psichedelia. Tra questi, il poster del 1967 raffigurante Jimi Hendrix che esplode in una raffica di colori e il dipinto a filati del 1975 di José Benítez Sánchez che narra la storia della creazione del popolo indigeno Huichol, compreso il ruolo di Madre Peyote. Oltre a pannelli informativi e grafiche su storia, utilizzi ed effetti di varie sostanze, tra le varie opere esposte c’è un dipinto dell’artista indigena peruviana Olinda Reshinjabe Silvano, che raffigura i motivi allucinogeni noti come kené. Né manca una sala immersiva che riproduce gli effetti visivi di un “trip”.  A riprova dell’impegno complessivo, come spiegano gli organizzatori, teso a proporre un delicato equilibrio tra uno “spettacolo divertente”  e trattare l’argomento con la serietà che merita.

Psychedelics. Art, Culture, Science, Toronto

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Un’antica regione cerebrale è responsabile dell’attenzione? 

Un team di ricercatori presso la Johns Hopkins University ha identificato un gruppo di neuroni situati in una regione antica del cervello che svolge un ruolo fondamentale nell’aiutare gli animali a concentrarsi. Queste cellule sembrano migliorare l’attenzione filtrando le distrazioni e indirizzando il cervello verso le informazioni più importanti. La scoperta, effettuata sui topi, mette in luce un sistema cerebrale comune a tutti i vertebrati, compresi gli esseri umani. Come ha spiegato uno dei neuroscienziati coinvolti nello studio sui circuiti neurali legati al comportamento: «Una caratteristica distintiva dell’ADHD (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder) è che basta un fattore di distrazione anche lieve per distogliere l’attenzione – ed è esattamente ciò che osserviamo in questo caso quando questi neuroni vengono disattivati. Ma già il giorno successivo, una volta riattivati tali neuroni, lo stesso animale è nuovamente in grado di ignorare i fattori di distrazione, anche quelli molto forti». L’evidenza suggerisce che questi neuroni svolgono una funzione analoga anche nell’uomo – in attesa di ulteriori studi per stabilire fino a che punto siano effettivamente responsabili dell’attenzione.

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Pianta alternativa e decreto normativo a tutela dell’iboga

Il ricercatore brasiliano Ricardo Marques riporta di aver scoperto una pianta amazzonica che contiene un precursore chimico che può essere estratto e trasformato in ibogaina, utilizzando metodi che consentono alla pianta di rigenerarsi. Per ragioni commerciali ed ecologiche, non ne rivela l’identità e spiega che la scoperta potrebbe porsi come valida alternativa alla Tabernanthe iboga, contribuendo a proteggerla dai danni dovuti all’incremento esponenziale della domanda globale. Intanto, proprio per evitarne la raccolta abusiva e il contrabbando con il conseguente declino delle riserve naturali, il governo del Gabon ne rivendica la sovranità dichiarandola “pianta sacra”. Un decreto legge del maggio scorso afferma l’iboga e i suoi derivati come patrimonio strategico nazionale. Qualsiasi attività riguardante la pianta, dalla ricerca all’esportazione, richiede ora l’autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura del Gabon, previa valutazione vincolante da parte di una commissione tecnica interministeriale.

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Studio italiano sul legame tra sogni, personalità ed esperienze

I sogni sono più strutturati di quanto sembrino, plasmati sia dai tratti della personalità sia dalle esperienze del mondo reale. Questa la sintesi di uno studio condotto presso la Scuola IMT Alti Studi di Lucca, in collaborazione con ricercatori dell’Università “La Sapienza” di Roma e dell’Università di Camerino. Sono stati esaminati oltre 3.700 resoconti che descrivevano sia i sogni sia le esperienze da svegli di 287 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 70 anni. Nel corso di due settimane, questi soggetti hanno tenuto un diario quotidiano delle loro esperienze. Al contempo, i ricercatori hanno raccolto dati dettagliati sulle loro abitudini di sonno, sulle capacità cognitive, sui tratti della personalità e sui profili psicologici. Sembra che il cervello non si limiti a riprodurre la vita quotidiana, bensì la trasforma in scenari immaginari, a volte surreali. Chi tende a lasciarsi trasportare dai pensieri fa sogni più frammentati, mentre chi attribuisce importanza ai sogni ne fa di più ricchi. Lo studio ha interessato anche eventi di grande portata come la pandemia del 2020-2023, la quale ha modificato il contenuto di molti sogni, rendendoli più emotivi e limitanti. Con il passare del tempo e man mano che le persone si adattavano a quell’emergenza, questi schemi sono gradualmente svaniti, suggerendo che il contenuto dei sogni vada evolvendosi di pari passo con l’adattamento psicologico ai grandi cambiamenti della vita.

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USA: servizi legali e ingiunzioni FDA per la ketamina off-label

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha avviato una campagna di repressione nei confronti dei siti di e-commerce che vendono prodotti a base di ketamina illegali, spedendoli direttamente ai consumatori. Il 7 luglio l’autorità di regolamentazione ha inviato 14 diverse lettere di avvertimento a siti online che vendono ketamina non approvata dalla FDA per scopi terapeutici – tutti con sede negli Stati Uniti, eccetto uno in Olanda. Attualmente, Spravato (esketamina) di Johnson & Johnson è l’unico farmaco basato sulla ketamina approvato dalla FDA per il trattamento della depressione resistente alla terapia. Sono tuttavia numerose le cliniche che ne offrono infusioni off-label, e svariate tra queste sono oggetto di azioni legali perché “hanno agito con incuria, negligenza medica e in modo criminale nei confronti dei pazienti”, come spiega un servizio nazionale di assistenza legale chiamato Ketamine Lawsuit. Quadro a cui si aggiunge ora questa manovra ingiuntiva, tesa a prevenire l’abuso dovuto soprattutto a chi la ordina in pastiglie, tramite semplici domande-risposte sui siti web di telehealth a prezzi modici (da 120 dollari in su), portando purtroppo anche a casi di overdose fatale.

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Problemi per la terapia psilocibinica in Nuova Zelanda

A un anno dall’approvazione dell’uso terapeutico della psilocibina, gli operatori sanitari mantengono un atteggiamento ancora cauto e finora soltanto 10 pazienti ne hanno usufruito per la depressione. Per migliorare le competenze dei medici e rispondere ai timori legati a questa terapia, lo Psychedelic Training Centre ha organizzato un apposito un corso di formazione online. Un altro problema sono i costi elevati, che restano interamente a carico dei pazienti: la dose terapeutica è generalmente una pillola di circa 25 mg e il trattamento in sé costa almeno 9.000 dollari, che può salire fino a 20.000 dollari aggiungendovi molteplici sessioni di psicoterapia. E poiché i funghi psilocibicini sono endemici nel Paese, un medico Māori sottolinea un’ulteriore impasse dell’attuale scenario: «Credo davvero si tratti di una trattamento sottratto ai Māori. E vorrei che venisse restituito nel rispetto della loro sovranità e con la dovuta cura, senza concentrare l’attenzione sulla commercializzazione e sull’utilizzo indiscriminato».

 


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