Il 28 agosto scorso il Trimbos Instituut olandese ha diramato un Red Alert dopo che diverse compresse consegnate al Drugs Information and Monitoring System (DIMS) sono risultate contenere quantità molto elevate di PMMA, para-metossimetanfetamina. Una compressa analoga è stata analizzata anche dal Netherlands Forensic Institute. Le pillole sono bicolori, sagomate con il profilo di Donald Trump e recano sul retro le scritte “NL” e “Trump”. Già nei mesi precedenti il sistema olandese aveva segnalato compresse contenenti MDMA insieme a PMMA.
Al 31 agosto non risultano, nelle fonti pubbliche italiane consultabili, segnalazioni equivalenti riferite a questo specifico lotto. Ciò tuttavia non ne esclude la circolazione al di fuori dai Paesi Bassi. Nel caso in cui compresse con queste caratteristiche fossero state osservate anche in Italia, invitiamo a segnalarcelo. Nei mercati europei delle sostanze sintetiche, e in particolare durante la stagione dei festival, i confini nazionali costituiscono infatti una barriera alquanto relativa.

Il problema della PMMA non consiste semplicemente nell’essere un succedaneo dell’MDMA. Le due molecole hanno profili farmacologici ed esperienziali differenti. Quest’ultima produce tipicamente effetti entactogeni, con modificazioni della percezione emotiva, della socialità e del rapporto con il corpo. La PMMA presenta invece effetti soggettivi generalmente meno marcati rispetto a quelli dell’MDMA, meno riconoscibili e soprattutto meno prevedibili. La letteratura tossicologica descrive inoltre una comparsa relativamente lenta degli effetti.
Questa combinazione è particolarmente problematica: chi ritiene di avere assunto MDMA e ne prevede gli effetti tipici e conosciuti, può interpretare una risposta iniziale debole come una dose insufficiente e decidere di assumerne nuovamente, creando così i presupposti per una situazione potenzialmente pericolosa.
È uno dei motivi per cui PMA e PMMA compaiono ripetutamente nella letteratura sui decessi associati a compresse vendute come Ecstasy (MDMA). Il Trimbos Instituut segnala tra i possibili effetti nausea, aumento della frequenza cardiaca, convulsioni e aumento estremo della temperatura corporea.
La differenza riguarda anche la farmacologia. La PMMA interferisce fortemente con il sistema serotoninergico e può favorire il rilascio di monoamine; è stata inoltre descritta un’attività di inibizione della monoamino ossidasi A. Il risultato clinicamente rilevante è che l’aumento della serotonina può sommarsi a una ridotta capacità di metabolizzarla, soprattutto in presenza di altre sostanze serotoninergiche. Il rischio comprende quindi tossicità serotoninergica, ipertermia grave, alterazioni cardiovascolari e convulsioni.
Va però evitata una falsa contrapposizione tra una MDMA “gestibile” e una PMMA semplicemente “tossica”. Anche l’MDMA può provocare ipertermia, alterazioni cardiovascolari, squilibri idroelettrolitici e tossicità serotoninergica, soprattutto a dosi elevate, in associazione con altre sostanze o in condizioni ambientali sfavorevoli. Con PMA e PMMA, tuttavia, la combinazione tra effetti ricercati relativamente deboli, latenza e tossicità rende particolarmente insidioso il rischio di riassunzione.
C’è inoltre un ulteriore elemento da considerare: non tutte le compresse con questa foggia contengono necessariamente PMMA. Compresse apparentemente identiche o molto simili possono avere composizioni differenti. Chi ne avesse assunta in precedenza una contenente effettivamente MDMA potrebbe quindi essere ulteriormente tratto in inganno dall’aspetto familiare della pillola e presumere che una nuova compressa con lo stesso logo o la stessa forma abbia la medesima composizione.
È questo uno degli aspetti più insidiosi del mercato underground (o informale): forma, colore, logo e denominazione commerciale di una compressa non costituiscono indicatori affidabili della sua composizione chimica. Qui entra in gioco il drug checking. In diversi Paesi europei sistemi istituzionali e servizi di riduzione del danno analizzano campioni provenienti dai mercati informali attraverso tecniche differenti, dalla spettroscopia FT-IR e Raman alla cromatografia e ai reagenti colorimetrici. Anche in Italia diversi progetti e servizi territoriali di outreach e riduzione del danno hanno sviluppato attività di drug checking nei contesti del divertimento e dei festival, tra cui Neutravel e altre realtà collegate alle reti di riduzione del danno.
Anche in questo caso è importante non semplificare. Reagenti colorimetrici, FT-IR, Raman e tecniche cromatografiche hanno capacità analitiche differenti e nessun risultato dovrebbe essere interpretato indipendentemente dal metodo utilizzato e dai suoi limiti.
Il valore del drug checking non consiste quindi semplicemente nel dire se una pillola “è buona” o “è cattiva”. Consiste nel trasformare una sostanza anonima e non regolata in un dato chimico verificabile, capace di produrre un’informazione utile sia per chi potrebbe assumerla sia per i sistemi di sanità pubblica.
Le compresse “Trump” sono state individuate proprio perché alcuni campioni sono entrati in un sistema di analisi. Senza quel passaggio, forma e logo avrebbero continuato a comunicare un’identità commerciale che non corrispondeva necessariamente all’identità chimica. È questo il dato centrale del caso in questione: nei mercati informali o underground la sostanza dichiarata, quella che si pensa di acquistare e quella realmente presente possono essere tre cose diverse.
Fonti essenziali
- Trimbos-instituut, Trimbos Red Alert: Zeer gevaarlijke XTC met PMMA aangetroffen, 28 agosto 2026.
- EMCDDA, Report on the risk assessment of PMMA in the framework of the joint action on new synthetic drugs.
- Woumans D., Bruneel N., Tytgat J., “Anise oil as para-methoxyamphetamine (PMA) precursor”, Forensic Science International, 2003.
- Power J.D. et al., “Synthesis and organic impurity profiling of 4-methoxymethamphetamine hydrochloride and its precursors”, Forensic Science International, 2017.
- Letteratura tossicologica e forense su PMA/PMMA, tossicità serotoninergica e ipertermia associata.
Nota redazionale
Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e di riduzione del rischio e non costituisce indicazione medica né suggerimento all’uso di sostanze. La composizione dei prodotti in circolazione nei mercati informali può cambiare rapidamente; forma, colore, logo o denominazione commerciale di una compressa non ne garantiscono l’effettiva composizione.
